Parole di Zia Uvetta

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Quando la libertà di espressione è scomoda proprio per chi accusa di censura

riporto dal corriere della sera un passaggio dell'articolo di Polo Conti che fa il bilancio finale di rockpolitik:

"(a proposito di crozza)...persino un consigliere Rai in quota Ds come Carlo Rognoni alla fine della terza puntata ha implorato: non ne posso più di sentir parlare male di Berlusconi, così lo fate apparire addirittura più simpatico di quel che è"

concetto che già avevo espresso qualche tempo fa: berlusconi ha tirato un autogol a cercare di tarpare le ali della satira, diventando un censuratore, uno che tappa la bocca alla libertà di espressione quando poteva invece guadagnarci in simpatia

e adesso che la tanto agognata libertà l'hanno avuta, a sinistra rischiano di pentirsi del suo uso eccessivo concentrato e sconsiderato, perchè la libertà non è appannaggio di uno ma di tutti e colpisce indistintamente là dove deve colpire

forse, sempre a sinsitra, in fin dei conti avrebbero segretamente preferito continuare a veder aleggiare lo spettro della censura, per avere qualcosa su cui attaccare il cavaliere, per rinfacciargli l'abominia delle epurazioni, per fare le vittime mediatiche e fomentare lo scontento

ora, alla sinistra, toccherà pensare ai programmi seri, alle proposte concrete e non ricondurre tutto alla questione tv... mi sa che ora si sono accorti che non sarà facile

in fin dei conti chi si sentiva censurato aveva portato avanti fino ad ora la sua battaglia incentrandola su questo argomento, e basta. ridatagli la possibiltà di parlare non pare abbiano avuto la capacità di graffiare davvero (santoro bene o male ha deluso tutti, per il contenuto del suo intervento; la guzzanti ieri sera a me è parsa un po' pietosa, quasi incapace di utilizzare i suoi 10 minuti per eccesso di ossigeno.. l'ho vista fare molto molto meglio)

mancato il motivo di protesta, sono mancati altri argomenti che valessero la pena di tanto sommovimento

faccio un parallelo poco lineare (ma le parallele non sono linee???) : è come manifestare urlanti per le quote rosa e poi una volta al potere mettersi a piangere dimostrando la reale incapacità di utlizzarla a dovere l'opportunità ottenuta: si squalifica tutto quello che si è fatto prima (ogni riferimento alla prestigiacomo è puramente voluto)

e intanto su blob continuano gli impietosi paralleli tra berlusconi e prodi, tra chi propone soluzioni concrete lontane dalla gente e chi di soluzioni non vede l'ombra farfugliando che "beh beh si vedrà"

e intanto noi lasciamo che un furbo celentano ci dia dei cretini di rimbalzo...ci dice che senza di lui saremmo rimasti tutti addormentati, nella nebbia che solo la sua grandine ha squarciato. ha detto che prima ci hanno considerato dei cretini abbindolabili... ergo anche lui ci considera dei cretini che avevano bisogno della sua sveglia per alzarsi dal tropore...boh
evidentemente berlusconi in fondo ha ragione a temere più i comici dei giornalisti, col suo concreto populismo, conscio del fatto che la massa ascolta di più chi la fa ridere (e si spera pensare) di chi la dovrebbe far pensare (e spesso involontariamente fa ridere)
il buon adriano a minà ha detto tronfio che "dopo questa trasmissione le cose cambiano": a me sembra che, semmai, le cose sono cambiate prima della trasmissione, altrimenti non l'avrebbero messa in onda. il resto mi sa tanto di teatrino studiato a tavolino per orchestrare gli ascolti (del noce che si dissocia ecc): alla fin fine, queste quattro puntate, che cosa ci hanno dato di valido?

forse qualcuno sperava in una indicazione di voto, nel mare dell'indecisione politica. ma sempre più furbescamente celentano si è sottratto da questa responsabilità: lui non sa proprio chi votare. il predicaotre si immola al qualunquismo ruffiano.

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