Parole di Zia Uvetta

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OFFENDERE

[of-fèn-de-re]

Lat. offende°re, comp. di o°b 'contro' e -fende°re 'battere, colpire'

v. tr. [pres. io offèndo ecc. ; pass. rem. io offési, tu offendésti ecc. ; part. pass. offéso (ant. offènso)]
1 arrecare danno morale; oltraggiare: offendere qualcuno con ingiusti sospetti; offendere qualcuno nella dignità, nell'onore; offendere la dignità, l'onore di qualcuno | nell'uso ant., si costruiva anche con il compl. di termine: più mi debbo a' vostri piaceri piegar, in quanto voi a voi medesimi avete offeso (BOCCACCIO Dec. V, 5)
2 urtare la suscettibilità, la sensibilità altrui: se non accetti, mi offendi
3 violare, profanare, oltraggiare: offendere i diritti, la libertà altrui; offendere il buon gusto, il buon senso
4 colpire materialmente; ledere, lesionare: il proiettile non ha offeso organi vitali
5 colpire con molestia; infastidire: suoni stridenti che offendono l'orecchio; una luce troppo viva offende la vista
6 (ant.) affliggere; dar pena: poi che col dir t'offendo / i' mi morrò tacendo (GUARINI) ||| offendersi v. rifl. rec. scambiarsi ingiurie, offese: si offendono continuamente ||| v. intr. pron. sentirsi offeso; impermalirsi, aversene a male: ha un carattere permaloso, si offende per un nonnulla.

cos'è che mi offende? perchè se il risultato dell'offesa è il medesimo per tutti (dolore, dispiacere, rabbia, ecc.) la causa dell'offesa è del tutto personale; anche se il mezzo è lo stesso (ingiuria, scherno, ecc.) il perchè si rimane feriti dipende tutto da quale corda interna viene pizzicata.

a me procura una stretta alla bocca dello stomaco, ad esmpio, quando qualche Sherlock Holmes rintraccia (senza lente d'ingrandimento) su di me indizi (macroscopici) dei miei errori, delle mie carenze... tutti delitti nei confronti della (presunta) perfezione che rincorro.

mi offende poi l'offesa agli altri, come se ogni colpo subito da qualcuno nel mondo si ripercuotesse su di me, come se ogni male venisse a sfogarsi tra le mie braccia compassionevoli e il peso del dolore gravasse unicamente sulle mie spalle ricurve.

per me " l'esser offesa " fa rima con " vittima indifesa " , condizione indispensabile per venir compatita (pat pat sulla spalla, sempre ricurva ovviamente) ed innalzata sul piedistallo dei martiri.

leggi i commenti

sono pienamente d’accordo complimenti per il vostro blog


grazie per il complimento


condivido l'opinione dell'inserzionista blog molto bello


mi offende poi l'offesa agli altri, come se ogni colpo subito da
qualcuno nel mondo si ripercuotesse su di me, come se ogni male venisse
a sfogarsi tra le mie braccia compassionevoli e il peso del dolore
gravasse unicamente sulle mie spalle ricurve...


e tu fregatene...

xchè??? ;)))) Eva
Eva sei tu? Marco
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