le parole sono una rappresentazione imprecisa della vita

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venerdì, 03 giugno 05 11:20
OFFENDERE[of-fèn-de-re] Lat. offende°re, comp. di o°b 'contro' e -fende°re 'battere, colpire' v. tr. [pres. io offèndo ecc. ; pass. rem. io offési, tu offendésti ecc. ; part. pass. offéso (ant. offènso)] cos'è che mi offende? perchè se il risultato dell'offesa è il medesimo per tutti (dolore, dispiacere, rabbia, ecc.) la causa dell'offesa è del tutto personale; anche se il mezzo è lo stesso (ingiuria, scherno, ecc.) il perchè si rimane feriti dipende tutto da quale corda interna viene pizzicata. a me procura una stretta alla bocca dello stomaco, ad esmpio, quando qualche Sherlock Holmes rintraccia (senza lente d'ingrandimento) su di me indizi (macroscopici) dei miei errori, delle mie carenze... tutti delitti nei confronti della (presunta) perfezione che rincorro. mi offende poi l'offesa agli altri, come se ogni colpo subito da qualcuno nel mondo si ripercuotesse su di me, come se ogni male venisse a sfogarsi tra le mie braccia compassionevoli e il peso del dolore gravasse unicamente sulle mie spalle ricurve. per me " l'esser offesa " fa rima con " vittima indifesa " , condizione indispensabile per venir compatita (pat pat sulla spalla, sempre ricurva ovviamente) ed innalzata sul piedistallo dei martiri. leggi i commenti
sono pienamente d’accordo complimenti per il vostro blog grazie per il complimento condivido l'opinione dell'inserzionista blog molto bello mi offende poi l'offesa agli altri, come se ogni colpo subito da qualcuno nel mondo si ripercuotesse su di me, come se ogni male venisse a sfogarsi tra le mie braccia compassionevoli e il peso del dolore gravasse unicamente sulle mie spalle ricurve... e tu fregatene...
xchè??? ;)))) Eva
Eva sei tu? Marco
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