le parole sono una rappresentazione imprecisa della vita

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venerdì, 17 ottobre 08 10:10
Gomorra...e SodomaAlla fine Saviano ha ceduto... E non è una sconfitta, non per lui almeno. La disfatta è dello Stato. Lo scrittore ci ha messo tutto (e forse più) il possibile, ha denunciato, si è esposto, ha divulgato, ha sacrificato la propria esistenza quotidiana finendo per diventare lui il carcerato di fatto. Non ha neppure 30 anni ed è come se sulle spalle se ne portasse 100. Teme per sè; ma non per la propria vita: leggendo la sua intervista ciò che traspare è la paura di perdersi, di non essere più se stesso, di trasfigurarsi. E' questo che andrà cercando fuori dall'Italia: la possibilità di tornare ad essere quel che era prima di quel gesto immenso che ha toccato tanti, ma non sufficientemente a fondo da permettergli di non essere vittima. La sconfitta dicevo è dello Stato. Non di qualche funzionario, del governo o di un ministro: del sistema Italia nel suo complesso, politica, forze dell'ordine, società tutta. Nonostante gli sforzi, le retate, i colpi alla malavita assestati negli ultimi mesi, nonostante tutto Saviano non si sente supportato dalla società civile, da quella stessa gente che lui voleva affrancare dalla camorra. Non si può certo puntare il dito sui singoli che temono per la propria incolumità nell'accettare Saviano come coinquilino o vicino di casa. Le paure non possono essere giudicate, sono sentimenti. Il dito va puntato su tutti noi indistintamente, che non riusciamo a far sentire la nostra presenza. inserisci un commento
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